L'amore è l'esodo da sé senza ritorno - Dal ritiro di Assisi
25 febbraio 2018
Eccoci appena tornati da Assisi, stanchi ma pieni di gioia e con la mente e il cuore ancora lì. Durante il viaggio abbiamo continuato a riflettere sui tanti stimoli ricevuti, e le emozioni condivise attraverso gli sguardi e le parole scambiate con le coppie incontrate per la prima volta venerdì e salutate come cari amici al momento della partenza la domenica.
Conosciamo bene questa esperienza. Gli incontri di formazione che il Movimento Equipe Notre Dame organizza sono sempre emozionanti e aiutano veramente, noi coppie cristiane, a prendere coscienza che il nostro matrimonio è un sacramento da vivere e testimoniare nella realtà di ogni giorno.
L’Equipe Notre Dame è un movimento laicale di spiritualità coniugale, nato in Francia nel 1939 per iniziativa di alcune coppie insieme al loro consigliere spirituale (Padre Henry Caffarel). Quella prima esperienza portò alla definizione di un Metodo e la formalizzazione di un Movimento, oggi diffuso un po’ in tutto il mondo, e solo in Italia vi sono oltre 690 equipe base, formate da 5/7 coppie ed un consigliere spirituale.
“Le END hanno per scopo fondamentale quello di aiutare le coppie a tendere alla santità: né più, né meno”, questo diceva con disarmante semplicità Padre Caffarel.
E’inutile nascondersi che una dichiarazione come questa possa intimorire. Conosciamo bene le nostre debolezze e le difficoltà di vivere cristianamente la complessa realtà della coppia di oggi, ma a spronarci ci sono le belle parole di Papa Francesco dette in occasione del raduno mondiale END nel 2015: “Incoraggio tutte le coppie a mettere in pratica e a vivere in profondità, con costanza e perseveranza, la spiritualità che seguono le Equipes Notre Dame. Ritengo che i «punti concreti di impegno» proposti sono veramente degli aiuti efficaci che permettono alle coppie di progredire con fiducia nella vita coniugale sulla via del Vangelo”.
Questi punti consistono in atteggiamenti interiori che aiutano a mettere in pratica nella vita quotidiana l’insegnamento del Vangelo, e sono: l’ascolto assiduo della Parola, la preghiera individuale e coniugale, la regola di vita, un tempo da dedicare al dialogo vero e profondo tra coniugi, un ritiro spirituale annuale.
Durante questo weekend formativo ad Assisi, sul tema “Oltre l’abbraccio”, abbiamo vissuto intensamente alcuni di questi punti grazie a Monsignor Bruno Forte e il prof. Franco Vaccari che sono intervenuti proponendoci nuove prospettive sull’amore e le relazioni coniugali.
“La vita di coppia non si risolve negli abbracci ma si costruisce sulla durata, nella sua dimensione dilatata nel tempo”. Così Mons. Forte ci ha preso per mano e ci ha condotto lungo un percorso che ci aiutasse a comprendere che “l’amore non è il grande gesto di un momento ma è l’umile gesto del quotidiano. E’ l’esodo da sé senza ritorno”. In particolare sono tre i suoi passaggi che ci hanno portato a riflettere più direttamente e concretamente sulla relazione coniugale:
1)La relazione amorosa si attua attraverso il dare amore gratuitamente (come il Padre che è sorgente dell’eterna gratuità dell’amore) e il ricevere con gratitudine, sentendosi amati e accolti. E’ in questa comunione d’amore, libera e liberante, che si genera il bisogno di essere dono.
2)Il dialogo è la grande via dell’amore. Nel dialogo, fatto di parole ma anche di gesti e silenzi, lui e lei esistono (dal latino ex- “fuori” e sistere “stare”), cioè stanno fuori di sé, abitano nell’altro. “Il dialogo deve essere la manifestazione della reciprocità delle coscienze”, facendosi accoglienza l’uno dell’altro, superando così possessività e ingratitudine.
3)Andare oltre l’abbraccio è anche prendersi cura dell’altro, custodirlo come Dio è custode di Israele: continuamente lo accompagna e suscita di volta in volta l’aiuto necessario a superare le prove. La custodia è dunque la cura perseverante dell’amore, attraverso la pazienza, la compassione, la benevolenza e il perdono.
Il prof. Vaccari, fondatore dell’associazione “Rondine Cittadella della Pace”, ci ha parlato di come educa alla pace attraverso una trasformazione “creativa dei conflitti” basata sulla consapevolezza che il nemico non esiste, o meglio è un inganno o, per esser ancora più chiari, è una relazione malata. E’questo il caso di relazioni a cui manca l’aspetto “concreto”, quello fatto di comportamenti collegati e interdipendenti, che può essere ancora recuperata attraverso il dialogo e la fiducia. “La percezione che l’altro è ostile può sempre nascere, ma per smontare il ‘nemico’ si deve parlare”.Pur partendo da presupposti diversi, entrambe le relazioni hanno così evidenziato come il dialogo sia fondamentale per la coppia: grande via dell’amore e strumento per risolvere ogni conflittualità.Un dialogo che, per non essere semplice comunicazione, ha bisogno di essere preparato, di trovare il giusto spazio nella nostra quotidianità e, soprattutto, di esser fatto sotto lo sguardo del Signore.
E ci torna in mente, con rinnovata freschezza, quanto scrisse Padre Caffarel nel lontano 1945: “Gesù Cristo, al capitolo 14 di San Luca, invita i suoi auditori alla pratica del dovere di sedersi. Oggi,nel secolo delle velocità vertiginose, è più opportuna che mai la pratica di questo dovere sconosciuto […]Prima di iniziare la costruzione della vostra famiglia avete paragonato i vostri punti di vista, soppesato le vostre risorse materiali e spirituali, avete fatto un progetto. Ma una volta iniziato il lavoro non tralasciate troppo il fatto di sedervi per esaminare insieme le cose fatte, ritrovare l’ideale progettato e consultare “il Mastro Costruttore”? Conosco le difficoltà ma so anche che la casa crollerà un giorno se non le si sorveglia l’ossatura.”
Roberta e Francesco Travisonni
Pescara 17