Giornata di Settore Umbria San Francesco

Il giorno 18 aprile si è svolta la seconda giornata del Settore Umbria San Francesco avente come tema: “La figura di San Giuseppe”, relatore padre Matteo Marcheselli Consigliere Spirituale d’Equipe.

L’incontro si è svolto online, ciò ha permesso la partecipazione di due coppie italiane che vivono in Irlanda anch’esse appartenenti ad un’Equipe di Dublino.

Il relatore ci ha guidati alla scoperta della figura di Giuseppe usando tre verbi che hanno caratterizzato la sua paternità: accogliere, custodire, nutrire.

Dio esorta Giuseppe, in sogno, a non avere paura, a superare il timore dell’inadeguatezza, ad accogliere Maria e il bambino che porta in sé.

La debolezza ci permette di vivere da figli, non ci inorgoglisce, ci fa appoggiare a Dio, ci spinge a gettarci nelle braccia del Padre. E’vivendo da figli che noi testimoniamo ai nostri figli la Paternità di Dio.

Giuseppe ubbidisce sempre, è l’uomo di fede che si esprime più nel fare che nel dire, il suo ubbidire lo fa entrare dentro al progettodi Dio.

Giuseppe sognando i sogni di Dio scopre interiormente i suoi desideri perché Dio è nei suoi desideri più profondi.

Maria dicendo il suo “sì”, come tutte le madri, è colei che dandoloalla luce dà al figlio il permesso di esistere, di essere al mondo.

Giuseppe con la sua presenza, come tutti i padri, valorizza il Figlio, gli ricorda le cose grandi a cui Egli è chiamato, lo incoraggia ad andare, a lasciare, a scoprire il disegno di Dio nella propria vita.

Giuseppe custodisce, difende Maria e il bambino, rimane vigile percependo la preziosità e la fragilità di coloro che gli sono stati affidati.

Il carpentiere di Nazareth nutre Gesù con il suo pane, in quanto padre sa quanto cibo dare e quando darlo, educando il figlio a discernere l’essenziale per divenire pienamente libero.

Dio rivela a Maria e Giuseppe il suo progetto su di loro in tempi diversi. Maria dice subito il suo sì. Andando da Elisabetta dà il tempo a Giuseppe di discernere, attende che Dio si manifesti a lui.Maria rispetta i suoi tempi. Spesse volte si pensa nella coppia che i tempi dell’uno siano gli stessi dell’altro. Bisogna invece saper aspettare perché Dio con ognuno di noi ha la sua storia. Bisogna accogliere l’altro nella sua unicità rispettandolo nella sua diversità e libertà.




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