Itinerari di preghiera

Questo tema di studio è frutto di una profonda revisione di un testo del 1974 dal titolo: “Tre vie alla preghiera”. 
L’autore ha per noi gentilmente operato tale revisione, tenendo nel massimo conto i suggerimenti pervenuti da équipes, équipiers e dal gruppo per i temi di studio. 
In questa seconda edizione le linee di fondo non sono state mutate, tuttavia il testo è stato completamente rifuso e corretto. Questa volta poi gli argomenti sono stati suddivisi in nove capitoli, secondo la necessità di lavoro delle end ed alla fine di ciascuno sono state proposte alcune domande per facilitare la riflessione personale, di coppia, di équipe.

Il testo ovviamente non esaurisce tutto il tema della preghiera, né tanto meno pretende di presentarsi come l’unico itinerario possibile per tentare di divenire uomini di preghiera. Esso si rivolge soprattutto a quanti di noi, “immersi in una vita febbrile e convulsa, assorbita dagli impegni quotidiani familiari, professionali e sociali”, pur volendo, trovano difficoltà a praticare la preghiera.

Indice:

Introduzione;
1. Il fondamento umano della preghiera;
2. Il fondamento biblico della preghiera;
3. Come trasformare in preghiera gioia e ammirazione, noia e preoccupazione, guai e sofferenza;
4. Le difficoltà della preghiera;
5. L’orazione come “dialogo”;
6. La preghiera di ascolto;
7. Vie di preghiera e celebrazione liturgica;
8. Pregare con il corpo;
9. La preghiera familiare.

Contenuto:
L’idea di fondo che emerge dai primi sei capitoli è che per accedere alla preghiera di ascolto e di aiuto occorre percorrere in successione alcuni itinerari.
Il primo itinerario che si suggerisce è quello di prendere coscienza del colloquio (o meglio monologo) incessante che avviene dentro di noi, attività profonda, indistruttibile, che è uno dei meccanismi più misteriosi ed importanti della nostra persona. L’autore suggerisce di aprire questo colloquio interiore, più o meno consapevole, con l’interlocutore divino qualunque ne sia il contenuto, qualunque sia lo stato d’animo da cui si genera. L’esame di alcuni testi biblici mette in evidenza le situazioni più disparate - umanissime - da cui questa preghiera si genera.
Esaminate le difficoltà che più comunemente ostacolano la nostra preghiera, come le distrazioni, l’aridità, la povertà della nostra interiorità, ecc..; si propone il secondo itinerario: esso non parte più da noi per dialogare con Dio, ma da Dio stesso, dalla sua risposta alle nostre condizioni. In questo modo il contenuto della preghiera, nella prima fase limitato ed individuale, si trasforma, si “spiritualizza”, tramite i doni dello Spirito Santo. È la vita di Dio stesso che, presente in noi, prega in noi e con noi.
Il terzo itinerario è la via del silenzio interiore e dell’ascolto, cioè quell’attitudine per mezzo della quale, pur assumendo tutti i condizionamenti del proprio io abituale, si tenta di raggiungere i livelli più profondi ed autentici di sé. È in questa regione che Dio parla ed effonde la sua luce, in modo che piano piano si comincia a vedere tutte le cose sotto la luce dello sguardo di Dio.
A fianco a queste tre vie, c’è poi la preghiera liturgica: l’autore mette in rilievo il significato esistenziale dei vari cicli liturgici, da una parte, e la dimensione comunitaria dell’uomo, dall’altra; per finire con il sottolineare il reciproco arricchimento fra preghiera personale e quella liturgica.
L’ottavo capitolo è del tutto nuovo ed è stato aggiunto per l’importanza assunta dall’espressione corporale nella preghiera e nella vita spirituale in questi ultimi anni.
È stata offerta una bibliografia essenziale, ma aggiornata, delle opere più importanti e facilmente reperibili sull’argomento.

La traccia del tema di studio è costituita dal volume: 

ITINERARI DI PREGHIERA
di Gualberto Gismondi
Ed. ELLE DI CI - Leuman (Torino), 1989





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